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Festival dell\'Architettura on The Skira Yearbook of World Architecture 2007-2008 Festival dell\'Architettura 4 / Fotogallery
23/04/2024
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ANALISI E CONOSCENZA

IPOTESI PER UNA DESCRIZIONE*

 ZOOM
"Ogni volta che ho provato a descrivere un paesaggio, il metodo da seguire nella descrizione diventa altrettanto importante che il paesaggio descritto: si comincia credendo che l'operazione sia semplice, delimitare un pezzo di spazio e dire tutto ciò che si vede; ma ecco che subito devo decidere se ciò che vedo lo vedo stando fermo, come di solito stanno i pittori, o almeno stavano, al tempo in cui i pittori dipingevano paesaggi dal vero - tempo che è durato tre secoli a dir tanto, cioè una fase molto breve della storia della pittura - oppure lo vedo spostandomi da un punto all'altro entro questo pezzo di spazio in modo da poter dire quello che vedo da punti diversi, cioè moltiplicando i punti di vista all'interno d'uno spazio tridimensionale. Questo secondo sistema si presenta come li più giusto quando si tratta d'uno spazio piuttosto ampio, che l'occhio non può abbracciare in un solo sguardo; e d'altra parte lo scrivere è un'operazione di movimento di per sé. Anche se adesso che sono seduto qui a scrivere sembro fermo, sono gli occhi a muoversi, gli occhi esteriori che corrono avanti e indietro seguendo la linea di lettere che corre da un margine all’altro del foglio, e gli occhi interiori che anche loro corrono avanti e indietro tra le cose sparpagliate della memoria, e cercano di dare loro una successione, di tracciare una linea tra i punti discontinui che la memoria conserva isolati, strappati dalla vera esperienza dello spazio; devo ricostruire una continuità che si è cancellata con l’orma dei miei passi o delle ruote che mi portavano lungo percorsi compiuti una volta o centinaia di volte. Dunque è naturale che una descrizione scritta sia un’operazione che discendo lo spazio nel tempo, differenza di un quadro o più ancora d’una fotografia che concentra il tempo in una frazione di secondo fino a farlo sparire come se lo spazio potesse esistere da solo e bastare a sé stesso. Ma bisogna subito dire che mentre io scorro nel paesaggio per descriverlo come risulta dai diversi punti del suo spazio, naturalmente è anche nel tempo che scorro, cioè descrivo il paesaggio come risulta nei diversi momenti del tempo che impiego spostandomi. Perciò una descrizione di paesaggio, essendo carica di temporalità, è sempre racconto: c’è un io in movimento che descrive un paesaggio in movimento, e ogni elemento del paesaggio è carico di una sua temporalità cioè della possibilità d’essere descritto in un altro momento presente o futuro…”
Italo Calvino

* In AA. VV., Italo Calvino. Enciclopedia: arte, scienza e letteratura,
Marcos y marcos, Milano 1995, pp. 96-97.

 

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ARCHITETTURA CON PAESAGGIO, DI ISABELLA GUARINI OVVERO.... “DEL MOSTRAR PER LO VANO DI UNA FINESTRA E DI QUALUNQUE ALTRA APERTURA DI LOR CAPRICCIO ...


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1.a THE LANDSCAPE IN EUROPE
   
THE LANDSCAPE IN EUROPE WUNDERTAL PAESAGGI DELL'ARCHITETTURA ECO-VIRTUOSA LANSCAPE OF THE MEMORY: EDVARD RAVNIKAR-BOGDAN BOGDANOVIĆ GARATTI - GOTTARDI - PORRO JOHN HEJDUK LANDSCAPE GEO(photo)GRAPHY  - PARMA LANDSCAPE GEO(photo)GRAPHY  - REGGIO EMILIA LANDSCAPE GEO(photo)GRAPHY - MODENA CITY AND LIGHT VIA EMILIA PROJECT THE LANDSCAPE AND ITS DOUBLE GIORNATA TRIBUTO VIA EMILIA