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06/12/2021
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BIOGRAFIA DI EDVARD RAVNIKAR

Edvard Ravnikar nasce a Novo Mesto, in Slovenia, il 4 dicembre 1907.
Tra il 1926 e il 1930 dopo aver frequentato le scuole a Lubiana, studia architettura a Vienna e a Lubiana, dove frequenta i corsi tenuti da Jože Plečnik.
Nel 1935, concluso il servizio militare, si laurea con un progetto di tesi seguito da Plečnik.
Tra il 1936 e il 1938 vince alcuni concorsi e riceve incarichi per opere pubbliche a Lubiana, tra cui l’Ossario e la Galleria Moderna.
Nel gennaio 1939 si trasferisce a Parigi, per lavorare nello studio di Le Corbusier, ma in giugno, allo scoppio della guerra, deve ritornare a Lubiana.
Durante l’occupazione di Lubiana, tra il 1941 e il 1945, svolge un ruolo attivo nel Fronte di Liberazione. Vince il concorso per il piano regolatore di Lubiana e vi lavora fino a quando, durante l’occupazione italiana, a causa della sua adesione al Fronte di Liberazione, viene arrestato e imprigionato prima a Capodistria, poi all’Ucciardone di Palermo, e in seguito nel campo di prigionia di Anghiari.
Tornato a Lubiana, che dall’8 settembre è passata sotto l’occupazione tedesca, vive in clandestinità fino alla fine della guerra.
Dopo la liberazione lavora al Dipartimento di progettazione del nuovo Ministero della Costruzione.
Nel 1946 lascia l’incarico al Ministero, restandone consulente, per dedicarsi all’insegnamento, all’Accademia delle Arti Visive e all’Università di Lubiana; qui contribuirà in modo deciso a innovare la didattica, promuovendo dibattiti con gli studenti sulla pianificazione e sul disegno industriale, quelli che negli anni ’60 istituzionalizzerà con il nome di “B-stream”.
Tra il 1948 e il 1949 sulla base della importante esperienza condotta sulla pianificazione di Lubiana, viene incaricato della riorganizzazione del piano di Nova Gorica, ma il progetto viene dapprima dichiarato “segreto di stato”, e in seguito, senza spiegazioni, affidato dal Ministero ad altri progettisti.
Vince vari concorsi a Belgrado (Galleria Moderna e Galleria Nazionale) ma non ottiene alcun incarico.
Nel 1951 è protagonista, con i suoi articoli sulla rivista “Arhitekt”, degli scontri fra la Società degli Architetti Sloveni e il Ministero della Costruzione.
Nel 1952 rappresenta gli architetti sloveni al Congresso degli Artisti che si svolge a Venezia sotto il patrocinio dell’UNESCO.
Nel 1953 vince il terzo premio al concorso internazionale per la progettazione dell’isola di Ruissalo in Finlandia (uno dei giudici è Alvar Aalto).
Completa il progetto per la sistemazione del Memoriale di Kampor, nell’isola di Rab, il monumento alla lotta partigiana più importante fra i tanti che gli vengono affidati in svariate località.
Tra il 1957 e il 1963 vince vari concorsi per la sistemazione del centro e di diverse aree urbane di Lubiana, ma all’esito dei concorsi non seguono affidamenti d’incarico, eccetto quello per la Piazza della Rivoluzione, per cui, nel 1975 otterrà il Premio Plečnik.
Nel 1963 vince il primo premio, ex aequo, al concorso internazionale per la progettazione dell’isola del Tronchetto a Venezia e viene invitato a collaborare con gli altri gruppi vincitori.
Partecipa al concorso internazionale a inviti per la ricostruzione di Skopje.
Tra il 1967 e il 1974 ottiene la Menzione d’Onore al concorso internazionale per il centro di Espoo in Finlandia. Tiene lezioni e conferenze in varie università in Iugoslavia e all’estero.
Nel 1977 inizia a lavorare al progettp del Centro Culturale “Ivan Cankar”, ultimato nel 1983.
Tra il 1980 e il 1984 il dipartimento di Architettura dell’Università di Lubiana gli comunica che, avendo superato i 70 anni di età, deve lasciare la sua Cattedra e gli nega, proprio nel momento di più intensa attività scientifica, didattica e progettuale, qualsiasi sostegno, economico e organizzativo.
Per anni rivendica il diritto a proseguire l’attività di ricerca con l’appoggio dell’Accademia Slovena delle Arti e delle Scienze in quanto suo membro, mentre proseguono le conferenze e i riconoscimenti internazionali.
Nel 1985 la Facoltà di Architettura gli conferisce il titolo di Professore Emerito e finalmente gli riconosce tutti i diritti connessi a questo titolo e a quello di Accademico.
Nel 1986 completa lo scritto per il catalogo della Mostra su Plečnik al Centro Pompidou dove è presente come rappresentante della città di Lubiana.
Nel 1987-88, tra i vari riconoscimenti internazionali riceve il Premio Herder a Vienna e viene nominato Membro Onorario dell’AIA, American Institute of Architects.
Lavora alla sistemazione della piazza Presern a Lubiana ma i lavori per la realizzazione del progetto vengono bloccati a seguito di una campagna di attacchi personali che gli si scatena contro.
Nel 1989 vince il concorso per l’Ampliamento della Galleria Nazionale a Lubiana, che lo impegna completamente negli anni successivi.
Muore il 23 agosto 1993 e viene seppellito a Lubiana nel cimitero di Žale, opera del suo maestro Jože Plečnik.
 

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Gentili curatori, desidero congratularmi con voi per la mostra in San Ludovico. Nel silenzio, nell'ombra, nelle grammatiche che stanno dentro l'emozi ...


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FONTI
 
2.a IL PAESAGGIO DELLA MEMORIA. EDVARD RAVNIKAR - BOGDAN BOGDANOVIC
   
IL PAESAGGIO NELL'ARCHITETTURA WUNDERTAL / ARCHITETTURA E PAESAGGIO NELL'OPERA DI LE CORBUSIER PAESAGGI DELL'ARCHITETTURA ECO-VIRTUOSA IL PAESAGGIO DELLA MEMORIA. EDVARD RAVNIKAR - BOGDAN BOGDANOVIC GARATTI - GOTTARDI - PORRO JOHN HEJDUK GEO(foto)GRAFIA DEL PAESAGGIO - PARMA GEO(foto)GRAFIA DEL PAESAGGIO - REGGIO EMILIA GEO(foto)GRAFIA DEL PAESAGGIO - MODENA CITTA' E LUCE HABITARE LA VIA EMILIA IL PAESAGGIO E IL SUO DOPPIO GIORNATA TRIBUTO VIA EMILIA