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18/09/2019
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WUNDERTAL / ARCHITETTURA E PAESAGGIO NELL'OPERA DI LE CORBUSIER


WUNDERTAL                    
Luoghi e figure della Valle del Chiese

  a cura di Lamberto Amistadi

 

Ministero dell’Economia e delle Finanze

Documento unico di programmazione Obiettivo 2 – periodo 2000-2006 Regolamento (CE) n. 1260/1999Bando 1/2006Misura 1.2

Realizzazione di Ecomusei riconosciuti dalla Giunta provinciale in un’ottica di valorizzazione del territorio

Urbanistica come di un Piano che deve diventare “a poco a poco matrice di civiltà, un atto di amore verso il paesaggio e un atto di amore verso un gruppo di uomini.”
(Adriano Olivetti, 1959)

“Le forme insediative hanno urbanisticamente guidato la ricerca del Piano nell’individuare per aree le caratteristiche strutturali d’insediamento secondo una convengenza d’interessi comuni da cui si è potuto accertare un preciso genere di omogeneità che li definisce come organismi unitari.”
(Giuseppe Samonà, Piano urbanistico del Trentino, ed. Marsilio, Venezia 1968)

Nel 1968 Giuseppe Samonà elabora il Piano Urbanistico del Trentino. (1,2)

Come  il piano per la Valle d'Aosta del 1936, l'idea è quella di pianificare il territorio considerandolo dal punto di vista delle sue forme, dell'architettura e della loro relazione.

Giuseppe Samonà suddivide il Trentino in ambiti omogenei dal punto di vista formale, cioè  della morfologia, prefigurando per tali unità (i Comprensori) una capacità  di sintesi anche dei contenuti economici, sociali ed amministrativi.

Quella nuova carta di governo del territorio trentino fu intesa da molti come un coerente legame della modernità necessaria con l'antica tradizione di misura e di limite che aveva contraddistinto per secoli la vita nei villaggi e nelle valli trentine. Fu la scommessa di futuro, di sviluppo, di tenuta sociale e di equilibro, nella terra dei quattrocento paesi, dei trecento laghi, dei novanta ghiacciai.

L'attualità della discussione politica con la nozione di Città di Valle, ha rimesso in gioco la definizione formale di tali ambiti .

Questo progetto per la Valle del Chiese recupera le intenzioni di Samonà, individuando e realizzando una serie di interventi puntuali, secondo la traccia stabilita da un piano struttura, pensato come un piano delle opere o delle figure, attraverso le quali ambire ad una dimensione connotativa e rappresentativa del territorio, ovverosia alla costruzione di un paesaggio.

(1) "Piano urbanistico del Trentino" ed. Marsilio, Venezia 1968.
(2) Fra le grandi scelte fatte dal P.U.P. forse quella più importante è la suddivisione del territorio in dieci (poi diventati undici) Comprensori secondo la realtà geografica e socio-economica della Provincia. I Comprensori si costituirono come consorzi di Comuni ed avevano il compito di attuare i dettati della pianificazione urbanistica del P.U.P. mediante la redazione dei Piani urbanistici comprensoriali che venivano ad assumere la funzione di P.R.G.. In seguito poi i Comprensori sono venuti mutando la loro fisionomia giuridica per andare a collocarsi quale Ente intermedio fra i Comuni e la Provincia, assumendo, oltre al compito iniziale ed altri specificamente demandati dalla Provincia, anche le funzioni in Trentino di "Comunità montana ", e di "U.S.L.".

 
Cimitero monumentale Austro-Ungarico di Bondo... - ZOOM
Cimitero monumentale Austro-Ungarico di Bondo...
 
Il paesaggio fortificato della Valle del Chiese... - ZOOM
Il paesaggio fortificato della Valle del Chiese...
  
...progetto di illuminazione e diffusione sonora - ZOOM
...progetto di illuminazione e diffusione sonora
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Architettura e Paesaggio nell'opera di Le Corbusier

La Saint Baume, La Tourette, Ronchamp

A cura di Sandro Grispan

 

È sempre stato sottolineato come nell’opera corbuseriana la natura svolga un ruolo fondamentale e il paesaggio, che rappresenta un aspetto particolare della natura, sia realmente assunto come elemento del comporre edifici e luoghi.

Per indagare e meglio comprendere il ruolo fondamentale che la natura assume all’interno del progetto di architettura,  tre opere mature di Le Corbusier sono sottoposte a letture incrociate: la Sainte-Baume al Plan d’Aups, la Cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp e il Convento di Sainte-Marie de La Tourette a Eveux-Sur-Arbresle.

Nel 1945 Le Corbusier inizia ad occuparsi del progetto della Basilica della Pace e del Perdono, della Cité de contemplation e di due strutture alberghiere per l’accoglienza dei pellegrini a La Sainte-Baume, nel sud della Francia, dove secondo la tradizione locale, Maria Maddalena sarebbe giunta dopo la morte di Cristo e vi avrebbe trovato rifugio in una grotta oggi sacra.

Malgrado tale progetto non sia giunto a realizzazione, La Sainte-Baume costituisce un capitolo chiave nella ricerca corbuseriana costituendo, prima di Chandigarh e dopo Algeri, un momento di ulteriore definizione del tema natura/architettura attraverso una grande proposta alla scala paesaggistica che ancora oggi appare connotata da un atteggiamento di straordinara sensibilità.

Se le grandi figure disegnate dalle abitazione permanenti della Cité de contemplation e dalle strutture di accoglienza dei pellegrini si inseriscono con evidente riconoscibilità formale nel paesaggio, un senso di rispetto assoluto nei confronti di una natura “sacra” emerge nel progetto della Basilica della Pace e del Perdono che sprofonda nella montagna.                                                                                                                                                                                  

Questa dualità di atteggiamenti riemerge nei due progetti inequivocabilmente generati da questa esperienza: la Cappella di Notre-Dame du Haut e il Convento de La Tourette.

A Notre-Dame du Haut la grande aula cerimoniale en plein air unisce artificio e naturale in un unico spazio infinito, mentre l’antro misterioso della cappella restituisce, attraverso “il gioco sapiente della luce”, la dimensione di un spazio ipogeo.

A La Tourette tra architettura e natura si instaura un contrasto drammatico; se il convento, che si ancora al suolo attraverso una selva di pilotis di variegata fattura, impone l’orizzontale e l’angolo retto, al contempo sequenze criptiche simulate rievocano le aspirazioni del progetto non realizzati de La Sainte_baume.

Allo scopo di sottolineare valore e senso assunti dal paesaggio nell’architettura di Le Corbusier in relazione sia all’esterno che all’interno degli edifici si espongono documenti e rielaborazioni inedite del progetto per la Sainte-Baume, opera conosciuta per brani separati e mai letta nella sua cosmologica unità. Attraverso analisi di comparazione analogica tra il progetto della Sainte-Baume e le opere realizzate della cappella votiva di Ronchamp e del convento domenicano de La Tourette, emergono peculiarità di ogni opera in relazione al contesto naturale inteso nella sua accezione-dimensione propriamente fisica e metafisica.

L’architettura si colloca, così, all’interno di un mondo simbolico e mistico in cui l’uomo, inteso come microcosmo, recupera il suo legame con l’universo, il macrocosmo, e Architettura e Paesaggio concorrono alla ricerca dell’equilibrio esistenziale e alla riaffermazione dell’armonia universale.

 

 
 

13/06/2008
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31/03/2008
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1.b WUNDERTAL / ARCHITETTURA E PAESAGGIO NELL'OPERA DI LE CORBUSIER
   
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