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13/07/2024
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I FOTOGRAFI

Davide Grossi

Davide Grossi 35 anni vive e lavora a Parma, chimico industriale, coniugato, una figlia. Si occupa di fotografia dal 2000. Docente del Dipartimento Attività Culturali della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Scrive articoli di critica e storia della fotografia per la rivista Fotoit, la piu’ importante rivista Italiana di settore. E’ presidente dello storico circolo fotografico “Il Grandangolo” di Parma, per il quale cura l’attività culturale. Da due anni, opera anche come free-lance. Appassionato d’arte contemporanea, si occupa per lo piu’ di fotografia di Paesaggio ed Architettura sia per ricerca personale sia su commissione. Per questa è conosciuto nell’ambito fotografico nazionale, grazie anche alle recensioni apparse su di lui nella stampa specializzata. Tra le collaborazioni professionali, quella di maggior rilievo è quella con Trentino S.p.A. (società di promozione turistica della regione Trentino Alto Adige) per la quale ha svolto un lavoro di documentazione delle Valli di Fiemme e Fassa piu’ alcuni reportage sulle tradizioni locali e sulla produzione dei prodotti tipici Trentini (2006). Una profiqua collaborazione con la facoltà di Architettura di Camerino (Ascoli Piceno) in occasione del Premio Libero Bizzarri per il Documentario (Città, Architetture,Territori: Stazioni di Terra Stazioni di Mare, 2006) Sue opere fanno parte della collezione del Centro Italiano della Fotografia d’Autore.
Davide Grossi

Mostre
2001 Collettiva organizzata da Photo Italia - Fondazione per la Fotografia degli Scavi Scaligeri, Verona.
2002 “Il segno di Caino”-Palazzo dei Congressi, Salsomaggiore Terme. Parma
2004 “Acque” - Galleria fotografica “La stazione fotografica”, Lecco.
2005 “Archivio di stato di Parma”-LeccoImmagiFestival, Lecco.
2006 “Attese” Centro Italiano Fotografia d’Autore, Arezzo
2006 “Stazioni di terra Stazioni di mare” Facoltà di Architettura università di Camerino.

Pubblicazioni
2005 Annuario Fotografico Italiano duemilacinque. Catalogo.
2005 L’Emilia Romagna si fotografa. Monografia.

 

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Elisa Govi
Una laurea in Scienze dei Beni Culturali, conseguita discutendo una tesi fondata sulla “ricostruzione” fisica e critica dell’Archivio, e della relativa vicenda professionale e personale, di un significativo architetto e designer milanese, e la specializzazione in Storia dell’arte contemporanea, appena intrapresa, sono state stimolo e conseguenze dello studio applicato ai sistemi della comunicazione contemporanea, che con motivata coerenza caratterizzano almeno gli ultimi dieci dei miei 23 anni.
Durante il percorso, ho sistematicamente perseguito l’obiettivo di tradurre le acquisizioni conoscitive in effettive esperienze concrete, in un virtuoso meccanismo di arricchimento reciproco tra i due livelli, quello teorico e quello pratico.
Tra le altre cose, per più di due anni ho collaborato alla redazione di una rivista culturale locale, realizzando i contenuti scritti e fotografici degli articoli da me firmati; ho partecipato alla gestione di alcuni eventi espositivi, di tipo pittorico e fotografico, curandone peraltro le recensioni conclusive, pubblicate, e l’aspetto documentario per immagini. Inoltre, per tre anni ho lavorato come guida turistica in un castello del parmense, collaborando anche all’organizzazione materiale del museo coinvolto. Attualmente, sono impegnata ad un progetto di ricerca, che coinvolge in prima istanza il Csac dell’Università degli Studi di Parma, finalizzato alla decodifica del “racconto della motocicletta” nell’ambito delle arti figurative, con particolare attenzione al linguaggio fotografico.
In tutto questo, la fotografia mi ha sempre fedelmente accompagnata, come materia appassionata di studio, come occasione di indagine del mezzo attraverso il mezzo stesso, ma anche come linguaggio utilizzabile, ulteriore occasione comunicativa, talvolta come aspirazione e sogno privato.
Dunque non sono una fotografa professionista, sia a livello biografico che nei mezzi, e con questo spirito mi accingo ad accogliere il presente progetto, consapevole dei miei limiti, ma forte della metodica abitudine ad usare lo strumento fotografico come veicolo di conoscenza del paesaggio architettonico, umano e naturale che circonda il mio universo, come lente, protettiva e correttiva, tra la mia immagine e tutto il resto.

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La stanza del laboratorio di ricerca rimane aperta alle critiche, ai contributi e alle domande dei visitatori. Interloquendo con i curatori entri a far parte di una ricerca intesa come processo partecipato di conoscenza ed interpretazione.

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IL PAESAGGIO NELL'ARCHITETTURA WUNDERTAL / ARCHITETTURA E PAESAGGIO NELL'OPERA DI LE CORBUSIER PAESAGGI DELL'ARCHITETTURA ECO-VIRTUOSA IL PAESAGGIO DELLA MEMORIA. EDVARD RAVNIKAR - BOGDAN BOGDANOVIC GARATTI - GOTTARDI - PORRO JOHN HEJDUK GEO(foto)GRAFIA DEL PAESAGGIO - PARMA GEO(foto)GRAFIA DEL PAESAGGIO - REGGIO EMILIA GEO(foto)GRAFIA DEL PAESAGGIO - MODENA CITTA' E LUCE HABITARE LA VIA EMILIA IL PAESAGGIO E IL SUO DOPPIO GIORNATA TRIBUTO VIA EMILIA